YAJIE
L'ASIA DI ALESSANDRA

Web Content Editor e Copywriter ossessionata dall’Asia. è il blog dove Alessandra condivide articoli relativi al Giappone, Corea e Cina.

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DI VIAGGIATORI ECOLOGICI

BENVENUTA SU EASY TRAVEL HOSTING! POTRESTI RACCONTARCI DELLA TUA OSSESSIONE PER L'ASIA E DI COME È NATO IL TUO BLOG?

Grazie di avermi invitata a questa chiaccherata sui viaggi e su i miei paesi preferiti.

La mia ossessione per l’Asia è nata assieme a me. Sin da quando ho ricordi, Giappone e Cina occupano gran parte del mio immaginario e dei miei pensieri. Ero solo una bambina quando guardavo i cartoni animati giapponesi e sognavo di visitare questa terra così lontana e non ci è voluto molto perché questo interesse infantile diventasse una vera e propria passione e oggetto dei miei studi universitari e professionali.

Il mio blog nasce quindi da una duplice esigenza. Da una parte sentivo il bisogno di coniugare la mia professione come Web Content Editor con la mia passione per i paesi del lontano Oriente, dall’altra invece vi era l’urgenza di raccontare queste terre (soprattutto la Cina) a chi queste terre non le conosce affatto. Sin dai tempi universitari mi sono sempre ritrovata infatti a discutere con chi si limitava a giudicare la Repubblica Popolare Cinese in base ad una visione occidentale ed eurocentrica.

Io mi ripropongo di offrire uno sguardo diverso all’Oriente, uno sguardo occidentale ma non giudicante. Quello che voglio è aprire una finestra su queste culture in modo da suscitare curiosità e, chissà, magari anche la voglia di approfondire e andare al di là del sentito dire.

L'AMORE PER ANIME E MANGA È IMPRESCINDIBILE, SECONDO TE, DALL'AMORE PER LA CULTURA NIPPONICA?

Assolutamente no. Durante la mia esperienza di volontariato in Hokkaido, i miei compagni di avventura giapponesi mi definivano un “otaku” (nerd, ossessionato da fumetti e anime) a differenza loro, che non erano particolarmente amanti di fumetti o cartoni. L’immagine della cultura nipponica legata in maniera intrinseca al mondo dei manga è un po’ uno stereotipo (che io di certo non aiuto a sradicare ahah).

Tuttavia, è innegabile che la prima finestra sul Giappone della mia generazione siano stati proprio i cartoni animati giapponesi, gli anime, e poi quindi i fumetti, i manga. Nell’epoca pre-internet, prima dei viaggi low-cost e della possibilità di visitare il Giappone a prezzi contenuti, i cartoni in televisione sono stati la nostra enciclopedia. Per quanto riguarda me, da bambina non conoscevo nessuno che fosse mai stato nel Sol Levante e la Cina era ancora quel paese misterioso che sembrava interessare solo a giornalisti e scrittori.

Certo, lo stesso discorso non si applicherebbe ai bambini di oggi, ma negli anni ‘80/’90 i cartoni animati ci facevano immergere veramente in un modo di vivere diverso, in una cultura lontanissima che ci affascinava e ci incuriosiva tutti.

Per lo stesso motivo, chi ha sviluppato un amore per la cultura nipponica in contesti diversi non per forza è un lettore di manga o un amante degli anime (o un cosplayer). La cultura giapponese è immensa e affascinante per tantissimi motivi, molti dei quali sono ben lontani dalle forme d’arte più “otaku”. Manga e anime sono delle passioni vere e proprie e dei filoni dell’arte con una credibilità indiscussa ma che possono piacere e non piacere.

Quindi no, non credo che l’amore per anime e manga sia imprescindibile dall’amore per la cultura nipponica ma credo che il rispetto per queste forme d’arte invece lo sia. Chi conosce e apprezza la cultura giapponese, riconosce l’importanza culturale e storica di questi due elementi. Differentemente da chi non conosce o ama il Giappone, per cui anime e manga rimangono delle semplici forme intrattenitive per bambini.

SE DOVESSI SCEGLIERE SOLO UNO STATO ASIATICO, COSA SCEGLIERESTI E PERCHÉ?

Questa è una domanda estremamente difficile e spero non mi capiti mai di essere costretta a fare una scelta simile. Il Giappone è un amore che mi porto dietro dall’infanzia mentre la Cina la associo ad un amore più maturo, più adulto: un paese il cui interesse non è nato spontaneamente ma che ho scelto di conoscere e studiare in età adulta.

Sceglierei quindi la Cina, la terra di mezzo, il Dragone per eccellenza. Perchè? Semplicemente perchè è un paese che non smette mai di stupire e che è capace di cambiare ed evolversi con una forza superiore a qualunque altro paese.

Storicamente, la Cina è stata potentissima, il paese più potente al mondo. Poi però è caduta, è stata umiliata e derisa dal mondo occidentale. Ostracizzata e infangata in qualsiasi modo possibile. Eppure eccola lì, a risalire dalle ceneri come la più maestosa delle fenici. In completo silenzio, è riuscita ad entrare nuovamente nello scacchiere delle potenze mondiali. Eppure non se ne vanta. Ci lascia qui, convinti della nostra superiorità morale occidentale mentre lei crea un nuovo modo di vivere riprendendosi il suo spazio nel mondo.

Quando parlo della RPC con qualcuno, spesso e volentieri i miei interlocutori credono ancora che la Cina sia un paese del terzo mondo. Che la povertà sia diffusa e visibile anche dai turisti, che “non ci sia niente da vedere” perché è un paese povero. Sembrerà strano ma tutte le volte che ho annunciato che sarei andata in viaggio nel Dragone mi è sempre stata posta la domanda: “ma che ci vai a fare? Non c’è niente in Cina!”

Assurdo, no?

E chi glielo spiega a queste persone che sto andando in un paese che ha estirpato da tempo il pagamento tramite contanti e dove anche i mendicanti chiedono l’elemosina tramite WeChat? Chi glielo spiega che in questo paese l’intelligenza artificiale è così avanti che ormai l’intera filiera delle spedizioni è gestita da robot e che esistono addirittura hotel e ristoranti il cui staff è interamente robotico?

Ecco perché sceglierei la Cina. Perché è qui che si sta svolgendo la storia, anche se tanti di noi ancora non lo sanno.

COSA FAI PER RENDERE I TUOI VIAGGI PIU' ECOLOGICI?

Quando viaggio cerco sempre di affidarmi a servizi di sharing economy. AirBnb, BlaBla Car, Uber, HomeExchange e CouchSurfing sono solo alcuni dei servizi che utilizzo durante i miei viaggi.

Sono innamorata di questa svolta che ha preso la nostra società: l’idea di condividere i beni e rendere il viaggio un’esperienza comune tra viaggiatore e ospitante, avere la possibilità di conoscere e passare del tempo con persone del luogo e abitare in case abitate e non in sterili alberghi.

Inoltre, credo che il miglior modo per fare la differenza sia a livello ambientale che umanitario sia affidarsi ad associazioni o organizzazioni non governative che facciano della sostenibilità il loro obiettivo primario.

Nel 2013 ho partecipato a due progetti di volontariato in Giappone e Hong Kong tramite il Servizio Civile Internazionale (SCI), una ONG dedita ad attività di cooperazione e formazione allo sviluppo. Grazie a questa esperienza ho imparato moltissimo sul nostro impatto sociale ed ambientale, su che cosa voglia dire inclusione e sostenibilità e come cambiare le cose una volta tornati a casa. 

Lo SCI mi ha insegnato che la cosa più importante che possiamo fare quando viaggiamo è restituire, ovvero condividere la nostra testimonianza con gli altri. Che sia raccontare la storia della minoranza Nepalese ad Hong Kong o spiegare come una fattoria sociale nell’isola di Hokkaido ospiti tutte quelle persone che non hanno trovato il proprio spazio nella metropoli di Tokyo, la nostra testimonianza può essere un’occasione di crescita per chi ci ascolta e quindi un mezzo per il cambiamento.

Questi sono insegnamenti di cui faccio tesoro anche oggi in ogni mio viaggio. Cerco di viaggiare in maniera più autentica possibile. Scelgo viaggi di volontariato o “workaway” anziché pacchetti vacanze, mi faccio ospitare da persone del posto invece che prenotare un albergo, mangio locale invece che nelle catene. Ma soprattutto cerco sempre di conoscere la realtà del posto che visito conoscendo persone, informandomi sulle situazioni di emarginazione, così da poter “restituire” una volta tornata casa e cambiare non solo me stessa ma anche chiunque avrà la pazienza di ascoltare i miei racconti.

Easy Travel Hosting ringrazia di cuore Alessandra per questa prospettiva che ci ha dato sull’Asia, una gigantesca area del nostro pianeta ancora così poco capita e poco esplorata.

Se volete informarvi maggiormente sul suo progetto, potete seguirla sul suo sito cliccando qui. E anche sui social media!

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