VIAGGIARTE
UNA TAZZA DI TÈ CON ISOTTA

Viaggi ed arte, questo è il concetto che ci porta oggi Isotta, autrice del blog Viaggiarte.org. Ci sediamo virtualmente con lei, sorseggiando una fumante tazza di tè e facciamo quattro chiacchiere su viaggi, cultura e meditazione.

Benvenuta su Easy Travel Hosting! Il nome del tuo blog è alquanto esplicativo, ma ci potresti raccontare quali emozioni e sensazioni cerchi di comunicare ai tuoi lettori e perché hai iniziato questo tuo blog?

È stato un viaggio nel Sud-est asiatico a suggerirmi di aprire il blog. Mi trovavo nell’isola di Palawan, nelle Filippine, e stavo contemplando l’orizzonte dalla barca. Roberto, in quel viaggio mio compagno (ora attuale marito, ndr), mi ha chiesto che cosa stessi facendo, ricordo di aver risposto: “Sto scrivendo”. 

Non avevo carta e penna in quelle circostanze, stavo scrivendo con la mente. E ho continuato a farlo. Ho scritto molto durante quel viaggio, le parole fluivano serene. In quello stato di benessere ho realizzato tre condizioni mi regalavano una sorgente di euforia, entusiasmo, pace, e possiamo anche dirlo, attimi di felicità: il viaggiare, respirare arte – sia crearla che immergermi nel suo ambiente, e bere il mio tè in silenzio. Da lì è arrivato Viaggiarte.

Dopo quel viaggio, però, non ho aperto il blog. È stato il viaggio successivo nel Sud-est asiatico a farmi prendere la decisione, mi trovavo ancora una volta in barca, tra le rive del fiume Mekong, nel Laos. E mi sono detta: “Dai, ci siamo”. Nel pezzo “Chi si ferma non è perduto” spiego com’è andata, potete leggerlo qui.

Posso dire che sia nato da un’esigenza interna. Nella categoria viaggi non scrivo guide con indirizzi utili, o almeno, per il momento non lo sto facendo. Racconto il mio modo di percepire le energie delle terre che incontro, ciò che riescono a donarmi, e provo a trasmetterle ai miei lettori. 

Con l’arte spazio molto, da articoli di informazione a post di riflessione. In “Tè” finora ho scritto diversi articoli sulla contemplazione, che si può vivere davanti ad una tazza di tè, devo ancora iniziare a scrivere del tè vero e proprio. Poco convenzionale…

Le emozioni sono sempre soggettive, ma si sta creando una piccola community di lettori che tornano con piacere a leggermi, per cui qualche sensazione piacevole spero di averla trasmessa.

In un articolo parli del ventennale della bellissima Tate Modern a Londra, che festeggia con due artiste d'eccezione, che qui ad Easy Travel Hosting amiamo infinitamente. Ci potresti parlare di queste artiste e di cosa rappresentano per te?

Stiamo parlando di Louise Bourgeois e Yayoi Kusama. Entrambe le ho incontrate da adulta, prima Louise e poi Yayoi. Quando la Tate Modern ha deciso di festeggiare i suoi vent’anni con una mostra loro, ho pensato di prendere un biglietto aereo e di organizzare un week-end londinese. Poi c’è stato l’inizio del lockdown, per cui chissà quando riusciremo a vedere nuovamente questa accoppiata.

La prima volta che ho visto delle opere di Louise Bourgeois è stato nel 2015, durante un viaggio in Svezia. Mi sono trovata davanti alla sua celebre “Maman”, e mi sono commossa di bellezza. La madre ragno per me rappresenta la protezione, la cura, la dedizione, la volontà, l’abbraccio, l’esserci. 

Per Soultrotters, l’enciclopedia delle ispirazioni, digitale, che racconta le storie dei viaggiatori dell’anima, avevo scritto un monologo dando voce a questa artista-gigante. Si intitola “Focalizza il ricordo”.
Ho incontrato Louise nuovamente, a New York, e mi ha colpito la scelta della materia per le sue installazioni. Sempre perfetta, mi fa pensare all’idea di universale.

Di Yayoi adoro la scelta delle luci. È un’artista eclettica, che sembra non avere paura di nulla, audace e coraggiosa. In realtà con le sue opere lavora proprio con le sue ossessioni e paure. I suoi pois mi fanno impazzire. Potrebbe essere la cugina orientale di mia nonna Tullia, si assomigliano per lo stile colorato, quando gliel’ho detto abbiamo riso molto. Immergersi in un’installazione eccentrica di Yayoi Kusama ti dà una grandissima botta di vita. Serve anche a questo l’arte, no?

Ed ora sediamoci con una tazza fumante sulle ginocchia. Fare del silenzio una forma di meditazione, del tè un esercizio di Mindfulness. Cosa rappresenta per te questa bevanda?

Nel primo pezzo che ho scritto nel mio blog, che potete leggere qui, riporto una citazione meravigliosa del mio Maestro, monaco buddista vietnamita, Thich Nhath Hanh: “Bevi il tuo tè lentamente e con riverenza, come se fosse l’asse su cui ruota la terra – lentamente, uniformemente, senza correre verso il futuro”. 

Di questa frase ne ho fatto il mio mantra. Quando bevo il mio tè sono presente, ascolto il presente, vivo il presente. Possono essere anche pochi minuti al giorno, a questo rito io dedico ad esempio sempre del tempo al mattino, ma sono dei momenti di connessione con me che mi aiutano a stare focalizzata e a non perdermi.

Poi il tè è la bevanda dei viaggiatori, porta con sé anni e anni di storia, di ricerche, di scoperte, dalla Cina al Giappone, dall’India alla Thailandia, regala benessere. La cerimonia del tè è un atto magico, richiede un po’ di tempo, ma ne vale la pena.

Pensi che l'arte stia in qualche modo agendo per contrastare la catastrofe climatica a cui stiamo andando incontro?

Sì, decisamente.
Ci sono tantissimi musicisti, attori, designer, pittori, che manifestano in prima linea per l’emergenza climatica. Björk, i Massive Attack, Jane Fonda che si fa continuamente arrestare con le sue proteste, Banksy con la sua street art, Edouard François con la sua bioarchitettura, per dirne alcuni…

Ma non solo mettendoci la faccia. Il mondo dell’arte sta cambiando l’utilizzo dei materiali, sempre più ecologici e a favore del riciclo e riutilizzo. Non a caso molti artisti ora si fanno chiamare eco-artisti per la loro eco-art.

Easy Travel Hosting ringrazia tantissimo Isotta per averci portato nel suo mondo pieno di bellezza.

Se volete informarvi maggiormente, potete seguirla sul suo sito cliccando qui.
E anche sui social media!

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