My Delicious Web
Maria Web Designer e non solo,
ci parla del suo progetto.

Benvenuta su Easy Travel Hosting! Maria, Web Designer freelancer, consulente digitale, SEO specialist, Woman Techmaker. Parlaci di te e di come ti sei affacciata a questo mondo!

Ciao e grazie! Intanto piacere di conoscervi: sono davvero entusiasta di far parte di questa grande famiglia green! 🙂

Per rispondere alla tua domanda, io in realtà nasco come grafica: ho intrapreso studi artistici (Istituto d’Arte e Accademia di Belle Arti) e il mio sogno nel cassetto era quello di diventare una grafica pubblicitaria!
Il destino però ha voluto che io seguissi una strada differente…

In realtà diciamo pure che è stato un mio caro amico programmatore, poi morto per un’incidente stradale, a farmi conoscere il mondo web ed il potenziale della rete, nonché la forza della condivisione delle proprie idee ed esperienze, quando ancora si bazzicava nelle chat di msn e i social non esistevano.

Imparai come prima cosa l’HTML e il CSS grazie a un progetto internazionale di David Shea, “CSS Zen Garden” (il quale diede alla luce il libro ormai vintage “Lo Zen e il design CSS”, che custodisco ancora gelosamente nella mia libreria!) e fù lì che m’innamorai del Web Design, in un’epoca dove in Italia esistevano solo Webmasters, per giunta tutti uomini!

Da autodidatta acquistai tutti i libri del settore per studiare il più possibile e, tra un file HTML e uno di CSS, trovai il mio primo lavoro come Web Designer.

Mi sono poi trasferita a Milano per frequentare dei corsi di specializzazione in Web Design, Web Marketing, perché in Puglia non esistevano corsi del genere, e io (da brava perfezionista) mi volevo formare per bene, perché volevo aprire una mia Web Agency!

Presi anche la certificazione Adobe per Flash (!!!), Illustrator, Dreamweaver e Photoshop; per un breve periodo di tempo ho anche insegnato Web Design, per poi lavorare per lo più nei meandri di alcune agenzie di comunicazione, quando ancora molti non capivano quale fosse davvero il potenziale del web.

Da incinta però le cose cambiarono: da figura abbastanza ricercata e piena di risorse, mi trasformai in una riserva sempre in panchina.
Arrivai addirittura ad un punto della mia vita in cui mi convinsi che la mia carriera fosse giunta al termine.

Ma nel 2017, grazie ad una challenge di Google (Google Developer Challenge Scholarship), dovetti ricredermi! Misi alla prova le mie capacità perché volevo rientrare nel mondo tech a testa alta e mettere a tacere tutte quelle vocine nella testa che mi dicevano di lasciar perdere, e vinsi una borsa di studio in programmazione Android su 60 mila partecipanti in tutta Europa…

Da quel momento in poi decisi di scommettere di più su me stessa e sui miei talenti, diventando feelance. 🙂

Abbiamo visto la tua "Jungle Mail", una newsletter che chiaramente tocca argomenti del mondo tech ma con un approccio molto intimo. Ce ne potresti parlare?

“The Jungle Mail” è nata da circa un anno. L’idea del nome mi è venuta nel coniugare le mie più grandi passioni: quello per le piante, per il mondo green e quello per il web, oltre che il desiderio di voler aiutare quante più donne possibili ad emergere con i loro talenti nel digitale.

Non a caso il suo pay off è “Dal profondo web, a colpi di machete”, perché il mio obiettivo è quello di spronare e aiutare le business woman a ritrovare il loro potenziale femminile online, facendosi strada (a colpi di machete) nella fitta giungla del web… 😉

Nei miei canali social cerco sempre di avere un approccio più informativo e non parlo molto della mia vita privata, semplicemente per una scelta di comunicazione.

Per quanto riguarda la Newsletter invece, ho scelto un approccio più intimo proprio perché semplicemente non volevo creare la solita “e-mail spam”, sensazionalistica o carica di promozioni della mia attività, ma volevo invece creare una connessione più intima con le mie lettrici, per condividere con loro non solo i miei successi, ma anche le mie sconfitte!

In un mondo social dove il baluardo principale è la perfezione, credo che avere un proprio spazio, dove essere più umani e dunque fallibili, dove si crea un dialogo sincero, è diventato essenziale.
Volevo poi mostrare a chi mi segue, entrambe le facce della stessa medaglia, e quanto sia importante l’autenticità in una persona, a scapito di tanti preconcetti.

Quindi non solo parlerò di novità dal mondo tech, ma anche di quegli aspetti più nascosti della vita di una freelance, che non tutte hanno il “coraggio” di condividere!

Leggendoti tra social e newsletter, ti rivolgi principalmente ad un pubblico femminile. Che rapporto crei col tuo pubblico e come mai questa scelta di audience?

Dalle mie precedenti risposte forse hai intuito un po’ quali sono le mie idee, ma principalmente la scelta di un target femminile è stata delineata non solo a causa delle mie esperienze lavorative e di vita, ma anche per una semplice questione di affinità.

Ci tengo a precisare che ho stretto molti contatti in rete anche con dei validi professionisti con i quali collaboro e interagisco, e con i quali ho stretto amicizie professionali davvero preziose; ma in passato non è stato sempre così.

Ho subito diverse discriminazioni sessuali sul lavoro: ho subito mobbing, straining, bossing, mansplaining (e chi più ne ha più ne metta direi!), in un periodo della mia vita in cui non ero molto centrata su me stessa, e non ero pienamente consapevole delle mie potenzialità.
Ho sofferto di attacchi di panico a lungo per questo, ed ho dovuto mettere letteralmente in pausa la mia vita lavorativa a causa di ciò.

In quel periodo non avevo amiche a Milano, e spesso mi sono sentita sola. Semplicemente non voglio che altre donne si sentano sole allo stesso modo, o che non si sentano in grado di fare determinate cose, perché hanno una bassa autostima.

Sono molte le donne che ancora adesso, nel 21°secolo, pensano di non essere in grado di avviare una propria attività online semplicemente perché si sono omologate nell’idea comune di essere “il sesso debole”, e nel mio piccolo vorrei eliminare queste disparità di genere.

Parlare e portare a conoscenza, con l’aiuto di altre professioniste del digitale, delle problematiche del “Digital Gender Gap” e del “Digital Divider”, è uno degli obiettivi che vorrei raggiungere con la mia attività. 🙂

Hai trovato difficoltà o scetticismo da parte di chi ti stava intorno quando hai deciso di intraprendere la carriera di freelancer nel mondo del web design?

A dire il vero non tante. Ho un compagno che ha sempre sostenuto le mie idee, anche le più strampalate! E diciamo pure che, anche se non mi avesse sostenuto, avrei fatto in modo che accadesse ugualmente!

Dopo un percorso così importante su me stessa, sarebbe stato davvero un peccato sprecarlo non mettendo in pratica le lezioni imparate. 🙂

Poi ovviamente nel web si “incontrano” ancora tanti colleghi che pensano di saperne più di noi donne di web design o di programmazione, e quindi a volte può capitare di scontrarsi con tanti matusalemme, ma fortunatamente ci sono anche tanti altri che non la pensano così, con i quali si possono sostenere delle conversazioni alla pari senza subire mansplaining indesiderato.

Come saprai Easy Travel Hosting utilizza energie rinnovabili ed eco-sostenibili per alimentare i propri server. Inoltre viene piantato un albero per ogni nuovo hosting, aiutando in modo attivo la riforestazione e l'assorbimento di CO2. Cosa pensi di questo progetto ed in generale, pensi sia importante ricercare uno stile di vita più sostenibile?

Penso sia davvero importante ricercare uno stile di vita più sostenibile, anzi penso che la nostra Terra lo reclami con una certa urgenza!

Nel periodo in cui mi avete contattato stavo già mettendo in atto delle strategie per rendere il mio lavoro più sostenibile e green, e diciamolo, attualmente è davvero difficile avviare un’attività nel digitale totalmente green!

Fortunatamente grazie a voi, ho potuto avviare la mia “trasformazione verde”, e con me anche altre mie clienti che condividono la mia visione di un mondo più green.

Conoscere voi ragazzi è stata davvero una manna dal cielo e sono davvero contenta di lavorare con il vostro hosting!

Trasformare la mia attività al 100% green sarà una sfida difficile, forse per molti alquanto improbabile, ma non provarci è una sconfitta in partenza, quindi perché no?

Voi pianterete un albero per ogni nuovo hosting, io ne pianterò uno per ogni mio servizio acquistato… credo sia un ottimo inizio. Che dite? 🙂