IN VIAGGIO CON LA BIBI
DOPO GLI ANTA
IN GIRO CON ANNAMARIA

Consigli si come adottare uno stile di vita sostenibile, come creare un kit di viaggio eco-friendly, riciclo e zero waste: tutto questo potete trovarlo su Ecobenessere il blog dove Gaia ci insegna ad adottare un lifestyle in armonia con l'ambiente.

Benvenuta su Easy Travel Hosting! Ci ha affascinato tantissimo l'origine del tuo "soprannome" Bibi, che dà anche il nome al tuo blog. Ce ne potresti parlare?

Intanto grazie per questa intervista. Mi chiamo Annamaria Pozzobon, ho 58 anni e da parecchi anni vivo in Africa, a Zanzibar per l’esattezza, dove mi occupo di turismo. Ho sempre amato l’Africa, viaggiare e scrivere.

Perciò aprire un blog tutto mio mi ha dato l’occasione di unire queste mie passioni. La scelta del blog è nata dopo aver seguito un corso di Travel blogging dove veniva consigliato Easy Travel Hosting, perché fa uso di energie rinnovabili e quindi contribuisce a rispettare l’ambiente.

Ho colto la palla al balzo! Il nome del mio blog mi frullava da un po’ nella testa.
Come avrete capito sono una donna che ha superato gli anta, quindi molto sopra la media dei travel bloggers, che si aggira sui 30/ 40 anni.
Qui a Zanzibar dove vivo vengo designata col titolo di Bibi, che in lingua swahili vuol dire donna in là con gli anni, nonna, donna di una certa età degna di rispetto, saggia.

A volte quando mi chiamano così faccio finta di offendermi, perché in cuor mio mi sento sempre una ragazza! Da noi in Italia sarei chiamata anche “tardona”!
Scherzi a parte il nome del blog ”In viaggio con la Bibi” credo mi calzi a pennello.

L’idea mia è di scrivere di viaggi spronando le donne di una certa età a partire. Ma intervisto anche donne che mi ispirano per la loro arte, le loro esperienze, la loro cultura.

E mi invento interviste a donne del passato a loro modo particolari e straordinarie, cercando anche di riabilitarle e farle vedere in un’ottica diversa da come ci son state sempre presentate.

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Racconti di donne, una parte molto importante del tuo blog. Tu vivi in Africa, com’è la situazione delle donne in questo continente?

Parlare della condizione della donna in Africa significa aprire un capitolo immenso, perché ogni paese è un cosmo a sé stante.
Per la mia esperienza qui a Zanzibar posso dire che la condizione della donna non è facile.

Si tratta di una cultura molto diversa dalla nostra. Soprattutto qui nella shamba ( piccoli villaggi di pescatori immersi nella foresta tropicale) le donne si fan carico di tutte le incombenze domestiche: marito, casa, tanti figli, famiglie allargate.

Spesso son le uniche a provvedere al sostentamento della famiglia, in quanto i mariti hanno più di una moglie, pochi soldi e tante bocche da sfamare. Non è raro che le donne crescano anche i figli di parenti.

Poca scolarizzazione, assistenza medica quasi inesistente, aspettativa di vita non molto alta.
Se non sono sposate, non hanno figli e un marito che le sostiene vivono veramente ai margini della società.

In città le donne hanno più probabilità di andare a scuola e magari trovare un lavoro, anche nei tanti alberghi o negli uffici governativi, contribuendo così al benessere famigliare.

Insomma, seppur bistrattata, la donna è la colonna portante della famiglia africana e alla fine della società.

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Ci sembra doveroso chiedere, come mai Zanzibar?

Ho sempre desiderato sin da bambina di venire in Africa. L’Africa l’ho sempre avuta nel cuore, non so perché. Forse ero africana in un’altra vita!

Non amo il freddo e l’inverno e son molto meteoropatica. Perciò quando un Tour Operator mi ha proposto di venire a Zanzibar per lavoro, ho detto di sì senza esitazione.

Ho successivamente trovato lavoro in altri alberghi e da parecchi anni lavoro per una società italiana che possiede diverse strutture. Amo vivere al caldo e all’aperto indossando vestiti leggeri e ciabatte.

Qui a Zanzibar la filosofia di vita è polepole hakuna matata, piano piano senza pensieri. A volte fin troppo dico io.

Infatti se da una parte è bello rallentare, a volte la flemma di qui è snervante e nulla funziona come dovrebbe.
Ma siamo in Africa, o no?

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Com'è la situazione di smaltimento rifiuti, riciclo ed inquinamento a Zanzibar?

Qui si apre un capitolo doloroso in quanto il governo fa poco per lo smaltimento dei rifiuti.

Negli ultimi anni, complice il turismo di massa, la produzione di rifiuti è aumentata in maniera esponenziale. Con discariche a cielo aperto e rifiuti un po’ ovunque.
Esiste fortunatamente un’impresa privata che fa la raccolta differenziata negli alberghi, di cui anche noi usufruiamo.

Trattandosi di una cosa costosa, tanti albergatori preferiscono far finta di nulla e buttare l’immondizia in discariche abusive.
È davvero un peccato.

Dallo scorso anno molte strutture qui a Jambiani pagano delle persone per tener pulita quella che è una delle spiagge più lunghe di Zanzibar con i suoi 6 kilometri. La differenza si vede!

Esistono poi delle NGO che ad esempio riciclano il vetro trasformandolo in oggetti di arredamento molto carini, impiegando anche persone disabili.

Ed una società privata che ha iniziato a riciclare la plastica PET trasformandola in tavoli, vasi, orologi, portachiavi nonché alberi di Natale.

Quello che tutti dovrebbero fare, locali ed espatriati, è essere educati al rispetto di questa bellissima isola che chiamiamo casa, riducendo sprechi ed inquinamento!

Easy Travel Hosting ringrazia tantissimo Annamaria per averci mostrato la sua Africa.

Se volete informarvi maggiormente, potete seguirla sul suo sito cliccando qui.
E anche sui social media!

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