DrinkFromLife
I VIAGGI DI SARA

Sara ed i suoi viaggi lenti, consapevoli e fuori dalle rotte turistiche. Innamorata dell'India, prende una pausa di riflessione in Marocco, scelta che la porta ad aprire un'agenzia di viaggi per scoprire questo bellissimo paese. DrinkFromLife è il blog dove ci racconta le sue avventure, esperienze e la sua vita che beve come un nettare prezioso.

Benvenuta su Easy Travel Hosting! Ci potresti raccontare del tuo modo lento di viaggiare e di come scegli le tue rotte?

Ciao, grazie a voi per l’invito e congratulazioni per la vostra missione verde. 🙂

Viaggio da quando ero bambina, ho iniziato in giro per l’Italia con la mia famiglia (i miei genitori erano giovanissimi e mi portavano ovunque), per proseguire poi con gli scouts della mia città. Abbiamo ricevuto una vera e propria educazione all’ambiente, usavamo prodotti ecosostenibili (stiamo parlando di 30 anni fa circa), ci muovevamo soprattutto a piedi o, per le lunghe distanze, con mezzi pubblici. Avevamo l’essenziale nello zaino e pulivamo sempre i luoghi in cui passavamo, prima e dopo.

Poi ho iniziato a viaggiare all’estero, in Europa, ma nonostante tanto entusiasmo e qualche bella foto, non mi rimaneva tanto al ritorno. Volevo viaggiare intensamente, tornare cambiata, con occhi nuovi, una mente più aperta. Così ho iniziato ad organizzarmi per poterlo fare. 

Lavoravo per un po’, mettevo i soldi da parte e partivo per lunghi mesi in India. Anche con intervalli di un mese/due in Austria, Germania, cogliendo al volo le occasioni che si presentavano. Questa modalità lenta mi ha permesso di venire a contatto con aspetti che, passando fugacemente da un luogo, avrei ignorato. Di tessere relazioni durature. Tornare a casa sempre un po’ cambiata. Da un lato arricchita, dall’altro più leggera di tante sovrastrutture inutili che avevo. 

Sempre più consapevole del filo di Umanità universale che collega diversi popoli. Viaggio soprattutto nei paesi verso i quali sento un richiamo forte. Solitamente sono attirata da luoghi in cui spiccano colori e differenze, avverto una spiritualità che permea ogni cosa e tutto, nel bene o nel male, appare così com’è, senza filtri. 

Può essere forte, a tratti destabilizza, ma lo preferisco alle realtà patinate.

Hai un lavoro che ha a che fare con i viaggi, iniziato in un modo forse inaspettato e sicuramente emozionante. Ce ne potresti parlare?

Svolgo diverse attività, tra loro collegate. Grazie al mio background, sono nel mondo dei viaggi da tantissimo tempo. Inoltre, nel 2013, sono passata ad un blog professionale e da allora collaboro con diverse realtà, come enti del turismo, strutture, associazioni, brand. Sempre nell’ambito dei viaggi consapevoli che amo diffondere. 

Negli ultimi anni ho ricevuto diverse proposte riguardo l’organizzazione di viaggi, soprattutto in Marocco, ma la pandemia ha frenato tutto. Poi, per una serie di coincidenze, inaspettate e particolari, ho conosciuto Mohamed che mi ha invitata a collaborare nel suo progetto Sahara View Tours

Da subito abbiamo condiviso la stessa visione e filosofia di vita ed è stato spontaneo collegare i nostri rispettivi progetti. E proporre esperienze nella sua terra, con la sua conoscenza del territorio e la mia esperienza, multisfaccettata, da viaggiatrice. 

Durante la pandemia mi sono formata come travel designer certificata, un tassello in più. Vogliamo far conoscere alle persone il cuore di una terra che amiamo profondamente. Per far vivere, a chi ci sceglie, un’esperienza immersiva e tornare a casa con un bagaglio pieno di meraviglia e conoscenza, amando le differenze.

L'India è un paese che hai visitato approfonditamente nel tempo. Quali sono le mete che hai preferito e perché?

L’India è un grandissimo amore, che ho esplorato per anni. Non basta una vita per conoscerla, perché è immensa e con sfumature talmente profonde. Inoltre si evolve velocemente. 

Del nord ho amato molto Dharamsala, in Himachal Pradesh. A McLeod Ganji, in particolare, vive una folta comunità tibetana in esilio, che riunisce attorno al Dalai Lama. A Rishikesh ho studiato yoga ed è veramente incantevole, ma sta anche diventando un luogo molto commerciale. Non è colpa loro. 

Lì le acque del Gange sono cristalline, c’è una comunità internazionale, proprio per via dello yoga. Sono stata molto bene in Rajasthan, a Pushkar, che considero una casa indiana. Grazie ad una piccola, e inaspettata, comunità di viaggiatori italiani mi sono inserita benissimo (mi era accaduto anche a Goa, con altri italiani). Si tratta di persone che sono state tra i primi italiani, al tempo, ad arrivare in India e ci sono tornate nel corso degli anni, mantenendo anche le amicizie iniziali.

Trovarmi insieme a persone così accoglienti, senza secondi fini, che mi hanno fatto da guida nel tessuto indiano, è stato fantastico. Ricordo quando abbiamo pranzato, tutti per terra, a casa del loro amico, storico, bramino. Insieme alla moglie ci ha preparato del cibo tradizionale della zona. O quando siamo andati da Aloo Baba, un uomo santo che mangia solo patate. 

Ma ho amato anche Bombay, per quel poco che ho potuto vedere, luce e buio insieme. La Goa segreta, lontana dalle feste in spiaggia, Tiruvannamalai, importante centro spirituale in Tamil Nadu. Hampi con le sue pietre rotolanti, in Karnataka. Il verde Kerala dove ho scorrazzato in motorino tra le piantagioni di tè, costeggiando villaggetti, immagini dell’Arcangelo Michele, fiori bellissimi. A Jaisalmer, nel deserto del Thar, sono accadute cose incredibili. Non saprei scegliere. Varanasi, invece, per me e i miei compagni di viaggio, è stata veramente tosta, ma ci vorrei tornare per rivederla con nuovi occhi.

Parlaci invece della tua terra natale, cosa ami, cosa ti sta stretto e cosa ti manca quando sei in viaggio?

Della mia Puglia, in particolare in Salento, amo il suo essere radice, il mare cristallino, l’accoglienza, le tradizioni antiche che si fondono nei tempi moderni, l’arte, i dolmen e menhir disseminati, con maestria, lungo il territorio, il cibo genuino. 

Mi manca però il verde selvatico. A volte mi sono sentita soffocare e non mi rispecchio in una fetta di mentalità. Inoltre, se non hai un lavoro con uno stipendio fisso, e che rientra in uno status, molti non riescono ad inquadrarti. E ti etichettano come una persona che non lavora, che campa d’aria, ma credo sia una questione italiana più che pugliese. 

Invece, ho inseguito il posto fisso per anni e non sono mai riuscita ad ottenerlo, così mi sono dovuta ingegnare. 🙂
Quello che mi ha fatto male è servito come spinta per muovermi, fare cose diverse, avvicinarmi anche al mondo della meditazione (che pratico e condivido ormai dal 2007) per viaggiare non solo fuori, ma soprattutto dentro e trasformare me stessa. 

Il mio motto è: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, non so se ci riesco sempre, ma mi impegno ogni giorno.
Quando sono in viaggio mi mancano le comodità di casa, le persone care, ma è un piccolo prezzo da pagare. Mi manca il caffè della zona (i salentini mi capiranno, siamo fissati) ma a volte lo porto dietro e condivido con chi è con me, per favorire la convivialità. 

Comunque ho bisogno di confrontarmi con grandi spazi naturali e culture diverse, sono felice delle esperienze che ho fatto.

Come saprai, Easy Travel Hosting utilizza energie rinnovabili ed eco-sostenibili per alimentare i propri server. Inoltre viene piantato un albero per ogni nuovo hosting, aiutando in modo attivo la riforestazione e l'assorbimento di CO2. Cosa pensi di questo progetto ed in generale, pensi sia importante ricercare uno stile di vita più sostenibile?

Per questo vi stimo moltissimo e spero che sempre più realtà si muovano, seriamente, in questo senso. Anche il gesto di piantare un albero è molto potente e concreto.

Per me è molto importante, per fortuna sono stata già sensibilizzata, già da piccola, nel mio contesto e nel gruppo scout che ho frequentato. Inoltre, praticando meditazione, sono diventata naturalmente vegetariana. Ho eliminato il latte vaccino da anni e cerco di utilizzare prevalentemente prodotti locali e sostenibili. 

Giro con la borraccia, bevo l’acqua del rubinetto o ricarico le bottiglie di vetro nelle apposite case dell’acqua. Uso la coppetta e gli assorbenti lavabili, ho le buste di tela nella borsa. Non spendo in vestiti che poi durano una stagione. 

Si tratta semplicemente, di fare alcuni passi indietro, i nostri nonni mangiavano pochissima carne e vivevano più in sintonia con la natura, non sprecavano nulla. Parlo di me in prima persona solo per dare degli spunti, e perché condivido solo per esperienza diretta, ma ciascuno può costruire il suo modo, il proprio stile di vita sostenibile e sempre in evoluzione verso il Bene Comune. 

Ci vuole pazienza e determinazione, come per tutto nella vita. Vi ringrazio per la vostra missione e apertura. Grazie di cuore.